Chi arriva a Follonica per la prima volta se ne accorge in pochi minuti: qui la spiaggia non finisce mai. Il Golfo disegna una lunga mezzaluna tra il promontorio di Piombino e Punta Ala e, per quasi tutto il suo arco, la costa è sabbia chiara, fondali che scendono piano e pinete che arrivano a due passi dall’acqua.

Non tutti i tratti però sono uguali. Ognuno ha un carattere diverso, un pubblico diverso e un momento della giornata in cui dà il meglio di sé: c’è la spiaggia dove si porta il secchiello e quella dove si va a fare due bracciate all’alba, quella con il bar a tre metri e quella dove non c’è niente per un chilometro. Sapere quale è quale cambia parecchio la vacanza.

Questa guida percorre le spiagge di Follonica una per una, da ponente a levante, partendo da Pratoranieri — il quartiere sul mare dove si trovano i nostri alloggi — e arrivando fino a Cala Violina e Punta Ala. Alla fine trovate anche le cose pratiche: dove si parcheggia, quanto costa un ombrellone, cosa portarsi dietro e quali sono le ore in cui questa costa è più bella e meno affollata.

Come è fatto il Golfo di Follonica

Il Golfo è un arco quasi perfetto chiuso a nord-ovest dal promontorio di Piombino e a sud-est da quello di Punta Ala. Davanti, in mezzo al mare, c’è l’Isola d’Elba: nelle giornate limpide si vede benissimo dalla battigia, e la sera il sole ci cala esattamente dietro. È un dettaglio che sembra da cartolina e invece cambia concretamente le giornate, perché regala un’ora di luce arancione tutte le sere da aprile a ottobre.

Il fondale segue la forma del golfo: sabbia fine, pendenza dolcissima, quasi nessuna corrente nella parte centrale. È il motivo per cui questo tratto di Maremma è storicamente la spiaggia delle famiglie toscane — si entra in acqua e si continua a toccare per decine di metri, spesso per quasi cento.

La spiaggia di Follonica con i fondali bassi e il golfo sullo sfondo

Alle spalle della sabbia, per buona parte del litorale, c’è la pineta. Follonica ne ha due, la Pineta di Ponente e la Pineta di Levante, entrambe tutelate: non sono un parco cittadino ma una fascia di bosco costiero vera, con pini domestici, lecci e macchia bassa, che d’estate fa da condizionatore naturale e in inverno protegge la spiaggia dal vento.

Una cosa che vale la pena sapere, perché racconta il carattere del posto: Follonica non è nata come località balneare. È nata attorno alle ferriere del Granducato di Toscana, che qui fondevano il minerale dell’Elba — la città moderna è cresciuta intorno a quello, e quella storia oggi si visita al MAGMA, il museo delle arti in ghisa ospitato nel forno San Ferdinando. È una spiaggia con una città vera dietro, non un villaggio turistico: ci sono le scuole, il mercato, il fornaio aperto a novembre.

Sul fronte della qualità dell’acqua, Follonica ha confermato anche nel 2026 la Bandiera Blu, il riconoscimento che la FEE assegna ogni anno alle località che rispettano criteri severi su qualità delle acque di balneazione, gestione ambientale, sicurezza e servizi ai bagnanti. Non è un dettaglio da dépliant: è la ragione per cui in questo tratto di costa ci si può fare il bagno praticamente ovunque, senza doversi chiedere ogni mattina dove.

Il Golfo tratto per tratto

Pratoranieri: la duna, i fondali bassi, la spiaggia di casa

Pratoranieri è il quartiere più a ponente di Follonica: fino al 1970 apparteneva addirittura al comune di Piombino, poi l’espansione della città lo ha unito al resto dell’abitato. Oggi è una zona residenziale bassa, tranquilla, fatta di villette e giardini, con la spiaggia che comincia dove finisce la strada.

La sabbia è chiara e la spiaggia è larga, ma la cosa che la distingue davvero è alle spalle: una duna naturale, con la sua vegetazione bassa e argentata, che lungo la costa toscana si è fatta rara. Non è un cordone imponente come quelli della Sterpaia o di San Rossore, ma è vivo, e si vede: gigli di mare, ammofila, ginepri bassi piegati dal vento.

La spiaggia di Pratoranieri a Follonica vista dalla duna

L’acqua entra piano. Si cammina parecchi metri prima di arrivare all’altezza della vita, e questo rende Pratoranieri uno dei tratti più tranquilli del Golfo per chi viaggia con bambini piccoli o per chi semplicemente non ha voglia di nuotare con la testa fuori dall’acqua per stare in piedi.

Alla sabbia si arriva attraverso i passaggi in legno che attraversano la duna senza calpestarla: non sono un vezzo estetico, servono a tenere in piedi tutto il sistema. Una duna si distrugge in fretta — bastano due estati di scorciatoie a piedi — e si ricostruisce in decenni. Abbiamo raccontato come funziona nell’articolo dedicato alle dune di Pratoranieri.

Il passaggio in legno che attraversa la duna e scende alla spiaggia

Il tratto alterna spiagge libere e qualche stabilimento, così si può decidere ogni mattina che giornata farsi: telo sulla sabbia libera nei giorni tranquilli, ombrellone e lettino quando arriva il caldo vero o quando in vacanza ci sono i nonni. I servizi essenziali — bar, alimentari, gelato, noleggio bici — sono tutti nel raggio di poche centinaia di metri.

Gli alloggi di Holiday Home Arzilli si trovano qui, a una cinquantina di metri dalla sabbia: si esce di casa, si attraversa la strada e si è in spiaggia. A luglio e agosto, quando trovare parcheggio lungo la costa diventa uno sport, è un vantaggio molto concreto — e lo è ancora di più quando si torna a casa per pranzo e si riesce a rientrare in spiaggia alle quattro senza rifare la trafila.

Al tramonto conviene restare. Da questo lato del Golfo il sole cala esattamente dietro l’Isola d’Elba e, nelle sere limpide, il profilo dell’isola resta stampato in controluce per un quarto d’ora buono. Ne abbiamo scritto in La magia dei tramonti a Pratoranieri.

Verso Piombino: Carbonifera e Torre Mozza

Proseguendo verso ponente si esce dall’abitato e la costa cambia registro: meno servizi, più pineta, spiagge lunghissime dove anche in alta stagione si trova spazio. È la parte del Golfo che somiglia di più a come doveva essere tutto quanto cinquant’anni fa.

Spiaggia libera e silenziosa verso Torre Mozza, nel Golfo di Follonica

Carbonifera deve il nome al passato industriale della zona, legato al trasporto del carbone proveniente dalle miniere dell’entroterra. Oggi di quel mondo non resta quasi niente: c’è una spiaggia ampia e luminosa, sabbia chiara, e alle spalle una pineta che offre ombra e frescura anche nelle giornate più calde. È il posto giusto per chi vuole leggere per tre ore senza sentire una radio.

Torre Mozza è poco più avanti, e ha una cosa che non ha nessun’altra spiaggia del golfo: davanti all’antica torre costiera, quando il mare è calmo e l’acqua limpida, si intravedono i resti di una strada romana sommersa. Si cammina con l’acqua alle caviglie sopra pietre di duemila anni fa, con la sensazione — molto concreta — di camminare sul mare. Le abbiamo raccontate entrambe in Due tesori da scoprire partendo da Holiday Home Arzilli.

Da Pratoranieri si raggiungono a piedi lungo il litorale o, molto meglio, in bicicletta: è una pedalata piana, all’ombra per buona parte del percorso, che si fa tranquillamente anche con i bambini. Portatevi acqua e qualcosa da mangiare: i chioschi qui sono pochi e stagionali.

Il centro: il lungomare, la Pineta di Ponente e gli stabilimenti

Avvicinandosi al centro la spiaggia si affaccia sul lungomare cittadino, ed è tutta un’altra cosa: passeggiata pavimentata, panchine, aree gioco, gelaterie, bar, il pontile che entra in mare. È il tratto più vivo del golfo e il più comodo per chi vuole tutto a portata di mano senza mai prendere la macchina.

Il lungomare di Follonica con gli alberi e la spiaggia

Subito dietro c’è la Pineta di Ponente, che regala ombra vera a pochi metri dalla sabbia: è la soluzione classica per le ore centrali di luglio, quando stare sotto l’ombrellone alle due del pomeriggio è comunque faticoso. Ci si sposta sotto i pini, si mangia qualcosa, si torna in acqua alle quattro.

Il pontile di Follonica visto dal lungomare

Qui si concentra anche la maggior parte degli stabilimenti balneari: cabine, sdraio, docce, bar, sorveglianza, spesso campi da beach volley e giochi per i più piccoli. Alcuni hanno una storia lunga e un pubblico di habitué che tornano nella stessa fila di ombrelloni da trent’anni.

Poco distante, tra la pineta e il mare, si incontra l’edificio lungo quasi cento metri dell’ex Colonia Marina Luigi Pierazzi, uno dei simboli architettonici della città: costruita nei primi anni Trenta per ospitare i bambini dell’entroterra maremmano, poi ospedale militare, poi scuola, oggi in attesa di un destino. Ne abbiamo raccontato la storia, e vale la pena guardarla anche solo passandoci davanti in bicicletta.

Barche da pesca davanti alla costa di Follonica

Senzuno e la Pineta di Levante

Dalla parte opposta rispetto a Pratoranieri, a levante del centro, si apre Senzuno: il quartiere storico dei pescatori, con una spiaggia frequentata più dai follonichesi che dai turisti di passaggio. È il posto dove si capisce meglio che Follonica è una città, non una località: la sera d’estate ci si trova gente che è scesa in ciabatte da casa.

Ombrelloni colorati su una spiaggia libera di Follonica

Proseguendo si entra nella Pineta di Levante, l’altra grande pineta cittadina, dove l’ombra dei pini arriva quasi fino alla battigia. Qui la spiaggia è più stretta in certi punti e più selvatica, con tratti liberi molto ampi. È una buona alternativa quando il vento arriva da ponente e la parte opposta del golfo si increspa.

Il Puntone, Cala Violina e Punta Ala

Superato il confine comunale si entra nel territorio di Scarlino: prima il Puntone, con il suo porto turistico e le spiagge che guardano indietro verso Follonica, poi la costa si alza, la sabbia lascia spazio alla roccia e alla macchia mediterranea. Il paesaggio cambia in pochi chilometri: si passa dal golfo aperto a una costa frastagliata, di quelle da maschera e boccaglio.

Il Golfo di Follonica con il promontorio di Punta Ala sullo sfondo

È in questo tratto che si nasconde Cala Violina, dentro la Riserva Naturale delle Bandite di Scarlino: una baia a mezzaluna di sabbia bianchissima, fatta di granelli di quarzo che scricchiolano sotto i piedi con un suono simile a un violino — da lì il nome. Ci si arriva solo a piedi o in bicicletta, attraverso un sentiero nel bosco di una ventina di minuti dal parcheggio più vicino, e l’accesso è a numero chiuso con prenotazione obbligatoria dal 1° giugno al 30 settembre. Chi ci va senza aver prenotato torna indietro: conviene organizzarsi qualche giorno prima.

Il mare turchese del Golfo di Follonica tra le agavi

Ancora più a sud il Golfo si chiude con Punta Ala, il promontorio elegante di fronte all’Isola d’Elba, con le sue spiagge di sabbia fine bordate di pinete e il porto turistico. Da Follonica sono una ventina di minuti d’auto: una gita perfetta per una giornata, meno pratica come base quotidiana — e in alta stagione il parcheggio è una faccenda seria.

Spiaggia libera o stabilimento?

A Follonica non bisogna scegliere una volta per tutte, ed è questa la sua comodità. Le spiagge libere sono ampie e ben distribuite, soprattutto a ponente, nel tratto tra Pratoranieri e Torre Mozza, e nelle zone fuori dall’abitato: basta un telo, un ombrellone e la voglia di arrivare presto nelle settimane di punta. Molte hanno docce pubbliche e cestini nelle vicinanze, ma non contateci sempre.

Ombrelloni e lettini di uno stabilimento balneare a Follonica

Gli stabilimenti offrono in cambio ombra garantita, docce calde, servizi puliti, sorveglianza e un bar a tre passi. I prezzi variano molto tra bassa e alta stagione e tra prima e ultima fila, e quasi tutti fanno tariffe settimanali o quindicinali che convengono parecchio rispetto al giornaliero. Se pensate di usarlo per più di due o tre giorni, chiedete direttamente il pacchetto.

La formula che funziona meglio, per la maggior parte dei nostri ospiti, è mista: spiaggia libera nei giorni normali e stabilimento nelle giornate di sole pieno o quando si è in tanti. Un’avvertenza per agosto: nel fine settimana, sulle libere del centro, chi arriva dopo le dieci trova posto ma non l’ombra.

Le spiagge migliori con i bambini

I fondali del Golfo scendono lentamente quasi ovunque, ma i tratti di Pratoranieri, Torre Mozza e Carbonifera sono i più indicati: sabbia fine senza sassi, acqua bassa per decine di metri, poche onde nelle giornate normali di vento. Un bambino di cinque anni può camminare in acqua molto a lungo restando all’altezza della vita.

Giochi per bambini sulla spiaggia di Follonica

Nel centro, invece, il vantaggio è tutto nei servizi: il lungomare ha aree gioco, ombra e gelaterie a portata di passeggino, e la pineta permette di spostarsi al fresco nelle ore centrali senza tornare a casa. Diversi stabilimenti hanno l’angolo giochi e l’animazione, che nelle settimane di punta risolve i pomeriggi.

Il parco giochi lungo la passeggiata di Pratoranieri

Un consiglio che vale per tutte le età: nelle giornate di libeccio il mare si alza sensibilmente sul lato di ponente, ed è il momento in cui i bambini si divertono di più — con un occhio in più addosso. Se invece cercate acqua ferma, spostatevi verso il centro o aspettate la mattina presto, quando il golfo è quasi sempre uno specchio.

Sport, barche e cose da fare in acqua

Il Golfo di Follonica è un ottimo posto per imparare, più che per fare acrobazie: il vento c’è ma raramente è violento, il fondale è sicuro, e questo lo rende una palestra naturale per vela, windsurf, kitesurf e paddle. Lungo il litorale ci sono circoli velici e noleggi che d’estate propongono corsi anche brevi, e nei tratti liberi si vedono spesso tavole da SUP che escono all’alba.

Un paddle surf davanti alla scogliera nel Golfo di Follonica

Lo snorkeling, sul fondale sabbioso del golfo, non regala granché: per vedere qualcosa bisogna spostarsi verso le rocce del Puntone e di Cala Violina, o verso Punta Ala, dove i fondali diventano più interessanti. Portatevi la maschera e fate una gita apposta: è un’altra esperienza.

Per chi va in bicicletta, questa costa è quasi piatta: si pedala da Pratoranieri fino al centro e oltre restando quasi sempre su percorsi ciclabili o strade tranquille, e verso ponente si arriva a Torre Mozza e Carbonifera senza affrontare una salita.

La pista ciclabile lungo la passeggiata di Pratoranieri

Come arrivare e dove parcheggiare

Follonica si raggiunge dalla SS1 Aurelia, con uscite dedicate, ed è servita da una stazione ferroviaria sulla linea tirrenica Roma–Genova: molti ospiti arrivano in treno e poi si muovono in bici, che qui funziona benissimo. Gli aeroporti più comodi sono Pisa e Firenze, entrambi a un paio d’ore.

Il parcheggio è la vera variabile dell’alta stagione. A luglio e soprattutto ad agosto, le aree vicino alle spiagge del centro si riempiono entro la mattina, e molte sono a pagamento nei mesi estivi. Le regole e le tariffe cambiano di stagione in stagione: la cosa sensata è leggere la segnaletica sul posto invece di fidarsi di una guida.

Il modo più semplice per non affrontare affatto il problema è alloggiare a due passi dalla sabbia e lasciare la macchina ferma per tutta la settimana: è esattamente il motivo per cui una casa a cinquanta metri dalla spiaggia, con posto auto, vale in agosto molto più di quanto costi.

Quando andare, e a che ora

Luglio e agosto sono i mesi pieni, ma non sono necessariamente i migliori. Maggio e giugno regalano spiagge quasi vuote, giornate già lunghe e prezzi diversi; l’acqua a maggio è ancora fresca, a metà giugno è perfetta. Ne abbiamo scritto in Primavera a Follonica.

Settembre è probabilmente il mese più bello dell’anno da queste parti: il mare resta caldo fino a fine mese perché il golfo, poco profondo, trattiene il calore accumulato in estate; le spiagge si svuotano dalla prima settimana; la luce si allunga e diventa dorata. Chi può scegliere le date, sceglie settembre.

Ottobre e i mesi freddi hanno un altro tipo di bellezza: la spiaggia deserta, le mareggiate, la pineta che profuma di resina dopo la pioggia, e la possibilità di girare la Maremma e le terme dell’entroterra senza fare code — se ne parla nella nostra guida alle terme libere della Toscana.

Tramonto sul mare di Follonica con l’Isola d’Elba all’orizzonte

Quanto alle ore: la spiaggia di Follonica ha due momenti che quasi nessuno sfrutta. Il primo è prima delle nove, quando il mare è uno specchio, la sabbia è appena rastrellata e la luce è ancora bassa; il secondo è dopo le sei di sera, quando il vento cade, la sabbia si raffredda e resta il tempo per un ultimo bagno prima del tramonto dietro l’Elba. In mezzo, dalle due alle quattro, c’è la pineta.

Cosa portare in spiaggia

  • Un ombrellone vostro, se pensate di stare sulle libere: l’ombra naturale sulla sabbia è poca, e i tratti alberati sono dietro la duna, non davanti al mare.
  • Ciabatte: la sabbia chiara a mezzogiorno scotta parecchio, soprattutto nei tratti larghi.
  • Acqua, in quantità superiore a quella che vi sembra ragionevole, se andate verso Carbonifera o Cala Violina: lì i chioschi sono pochi e stagionali.
  • Scarpe chiuse per il sentiero di Cala Violina, che è comodo ma è pur sempre venti minuti di bosco.
  • Un telo in più: fra bagno del pomeriggio e tramonto è probabile che serva.
  • Sacchetto per i rifiuti: sulle libere non sempre c’è un cestino dove serve, e questa costa è pulita perché la gente se li porta via.

Domande frequenti sulle spiagge di Follonica

Le spiagge di Follonica sono libere o a pagamento?

Ci sono entrambe, e questa è la sua forza. Le spiagge libere sono ampie e distribuite lungo tutto il litorale, con la concentrazione maggiore verso ponente e fuori dall’abitato; gli stabilimenti si trovano soprattutto nel tratto centrale e a Pratoranieri. Si può alternare senza problemi anche nello stesso soggiorno.

La spiaggia è di sabbia o di sassi?

Sabbia, per tutto il Golfo di Follonica: chiara, fine, senza ghiaia. La roccia comincia dopo il Puntone, verso Scarlino e Punta Ala, dove il paesaggio diventa quello delle cale.

È adatta ai bambini piccoli?

Sì, ed è uno dei motivi per cui questa costa è frequentata da generazioni di famiglie. L’acqua resta bassa per decine di metri, il fondale è sabbioso e regolare, e nel centro ci sono aree gioco, ombra e servizi vicini alla spiaggia.

Quando è più bella Follonica?

Da metà giugno a metà settembre per il mare; settembre in particolare per il rapporto tra temperatura dell’acqua e affollamento. Maggio e ottobre sono ideali per chi viene soprattutto per camminare, pedalare e girare la Maremma.

Come si arriva a Cala Violina da Follonica?

In auto fino al parcheggio autorizzato più vicino, poi a piedi o in bicicletta lungo il sentiero nel bosco: l’ultimo tratto non è percorribile con veicoli a motore. Nel periodo dal 1° giugno al 30 settembre serve la prenotazione, perché l’accesso è a numero chiuso.

Ci sono spiagge dove si possono portare i cani?

Sì, esistono tratti e stabilimenti che accolgono gli animali, ma le regole cambiano di stagione in stagione e di tratto in tratto: la cosa più affidabile è controllare la segnaletica sul posto e l’ordinanza comunale in vigore quell’anno. Se viaggiate con un cane, chiedeteci prima di partire e vi diciamo la situazione aggiornata.

Quanto dista la spiaggia dagli alloggi di Holiday Home Arzilli?

Circa cinquanta metri: si esce di casa, si attraversa la strada e si è sulla sabbia di Pratoranieri.

Una figura sulla battigia di Follonica al tramonto

Alla fine, il modo migliore di usare le spiagge di Follonica non è cercare quella perfetta: è averne otto a disposizione e scegliere ogni mattina in base al vento, alla voglia e a chi c’è in casa. Chi alloggia a cinquanta metri dalla sabbia può prendersi i due momenti migliori della giornata — l’alba e le sette di sera — tutti i giorni, e quelli non si comprano con l’ombrellone in prima fila.